Superbonus, per il fotovoltaico il tetto

raddoppia a 96mila euro

Doppio limite da 48mila euro per sistemi di accumulo integrati e impianti. La nuova interpretazione della risoluzione n.60/E delle Entrate supera le indicazioni della circolare 24/E

L’installazione di impianti solari fotovoltaici con installazione (contestuale o successiva) di sistemi di accumulo integrati – tipico intervento trainato del superbonus – fruisce di un doppio limite di spesa 48mila euro,distintamente riferito agli impianti e ai sistemi di accumulo e che nulla ha a che fare con il limite di spesa previsto per il sismabonus. La risoluzione n. 60/E supera, così, quanto affermato solo poche settimane fa dalla circolare n. 24/E, per effetto delle interlocuzioni intervenute con il Mise, facendo sperare che analoghi ripensamenti possano arrivare anche su altre restrizioni interpretative. I quesiti della risoluzione riguardano i limiti di spesa per vari interventi agevolati. Oltre al cappotto termico, alle colonnine di ricarica e alla sostituzione degli impianti di climatizzazione nelle singole unità, si prevedono il restauro della facciata, interventi di riduzione del rischio sismico, installazione di pannelli fotovoltaici e di pannelli solari per la produzione di acqua calda (solare termico).

Questi interventi, pur essendo entrambi trainati, non vanno confusi. Mentre il solare termico è un intervento di risparmio energetico, l’installazione dell’impianto per la produzione di energia elettrica è previsto alla lettera h) del comma 1 dell’articolo 16-bis del Tuir e non sarebbe rientrato nel 110% se non appositamente richiamato dal comma 5 dell’articolo 119, il quale ha previsto un limite di spesa autonomo di 48mila euro per unità immobiliare e comunque di 2.400 euro per ogni kwh di potenza nominale installata (che scende a 1.600 in caso di contemporaneo intervento di ristrutturazione). Assieme al fotovoltaico è frequente prevedere l’installazione di sistemi di accumulo integrati, per i quali il comma 6 prevede che l’agevolazione del 110% avvenga «con la detrazione di cui al medesimo comma 5, alle stesse condizioni, negli stessi limiti di importo e ammontare complessivo e comunque nel limite di spesa di 1.000 euro per ogni kWh di capacità di accumulo del sistema di accumulo».

Questa affermazione era stata tradotta dalla circolare n. 24/E come se si trattasse di un unico limite complessivo, nel senso che se la somma tra il paletto posto alle spese sostenute per l’impianto fotovoltaico (kwh di potenza x 2.400 ovvero x 1.600) e quelle per gli accumulatori (kwh di capacità x 1.000 euro) fosse stata superiore a 48mila euro, la parte eccedente non avrebbe avuto il superbonus. Questo vincolo, tuttavia, non emerge dall’allegato 1 al decreto Mise Asseverazioni, già noto ma ancora in attesa di pubblicazione. Dopo la risoluzione n. 60/E, è chiaro che il limite va riferito autonomamente e distintamente tanto ai pannelli quanto agli accumulatori. Indirettamente, la risoluzione pare confermare che si tratti di un limite autonomo rispetto ai 96mila euro di interventi antisismici, il quale, di norma, assorbe quello degli altri interventi di cui all’articolo 16-bis Tuir (risoluzione n. 147/E/2017) ma non quando il fotovoltaico rientra nell’articolo 119 (si veda Il Sole 24 Ore del 28 luglio). Così come sono cumulabili le spese per gli interventi da ecobonus e ovviamente quelli del bonus facciate. Pannelli e accumulatori non dovrebbero essere soggetti nemmeno ai limiti di costo del decreto Requisiti, il quale si applica esclusivamente agli interventi ecobonus, a quelli sulle facciate e a quelli di cui ai commi 1 2 del decreto Rilancio.

Fonte: Il Sole 24 ore